domenica 10 giugno 2007
sabato 9 giugno 2007
La tecnologia al servizio dell'uomo
Devo conoscere il genio che si è inventato 'sto guizzo di delirioironico.
Secondo la teoria dello small world non dovrebbe essere impossibile...se solo sapessi chi è il genio...
Dettagli.
Nel mentre, vi prego: guardate l'espressione (!) della graffetta...
Mi fa ammazzare!
Oops!
Ehm...no, bloody office assistant, it doesn't look like I'm committing suicide...
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Galatea
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martedì 5 giugno 2007
Triplo tolup
Mi chiedevo: cosa succederebbe se facessi tradurre ad Arthur l'incipit di una nota (a fagiol citata) storia di un ciocco che diventa bimbo?
Si armerebbe si santa pazienza e, leggendo l'italiano, la porterebbe per manina verso la sua anglosassone lingua madre.
Se però chiedessi -poi- ad Arthur di tradurre nuovamente in italiano il suo risultato , Mr "ARput you tongue between your teethUR" mi guarderebbe di certo con aria posh, sbottando in un very polite: "are you out of your mind?".
Oppure, per non sembrare scortese, mi consegnerebbe come risultato di cotanto idiota lavoro -pensandomi silenziosamente e giustamente demente- il mio testo iniziale.
Il nostro amico GoogleLanguageTool, invece, ottempera. Ottempera e non commenta.
Ottempera. Macina e spreme i suoi schiavi O e 1 per far loro esaudire ogni mio desiderio linguistico, ed ecco.
E UNO...
C'era una volta un pezzo di legno.
Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.
Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname, il quale aveva nome mastr'Antonio, se non che tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura.
E DUE...
There was once a wood piece.
It was not a wood of lusso, but a simple piece from stack, of that of winter they are put in the stufe and the fireplaces in order to ignite the fire and in order to heat the rooms.
I do not know as it went, but the fact it is that a beautiful day this piece of wood capitò in the bottega of an old carpenter, which had name mastr'Antonio, if not that all called it master Ciliegia, for via of the tip of its nose, that he was always lustra and paonazza, like one mature cherry.
E TRE...
Ci era una volta una parte di legno.
Era un legno non del lusso, ma una parte semplice dalla pila, di quello dell'inverno sono messi nello stufe e nei camini per bruciare il fuoco e per riscaldare le stanze.
Non so come è andato, ma il fatto che è che un giorno bello questa parte di capitò di legno nel bottega di un carpentiere anziano, che ha avuto mastr'Antonio nome, se non che tutti gli hanno denominato Ciliegia matrice, per via della punta del relativo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura.
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Galatea
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lunedì 4 giugno 2007
venerdì 1 giugno 2007
PowerPoint delirium
Aspettando con ansia il momento in cui il PowerPoint si animerà di vita propria autopresentandosi, ecco un geniale utilizzo a tradimento dello strumento.
Documentazione correlata: Apri
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Galatea
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User-friendly...
A fagiolo, leggo su Wikipedia la definizione di "usabilità":
L'usabilità è definita dall'ISO (International Standard Organization), come l'efficacia, l'efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti.
In pratica definisce il grado di facilità e soddisfazione con cui l'interazione uomo-strumento si compie.
Il termine non si riferisce ad una caratteristica intrinseca dello strumento, quanto al processo di interazione tra classi di utenti, prodotto e finalità. È però d'uso comune - per estensione - l'uso di questo termine in forma di aggettivo (es: lo strumento caio è particolarmente usabile.)
Il problema dell'usabilità si pone quando il modello del progettista (ovvero le idee di questi riguardo al funzionamento del prodotto, che trasferisce al design del prodotto stesso) non coincide con il modello dell'utente finale (ovvero l'idea che l'utente concepisce del prodotto e del suo funzionamento).
Il grado di usabilità si innalza proporzionalmente all'avvicinamento dei due modelli (modello del progettista, e modello dell'utente).
Tra le caratteristiche di un prodotto per essere usabile (o user-friendly) vi sono:
- adeguatezza: devono essere richiesti solo gli input necessari per svolgere un determinato compito.
- facilità di apprendimento: l'utilizzo deve essere chiaro ed intuitivo, rendendo minima la lettura di manuali o istruzioni d'uso (che a loro volta devono essere chiari e comprensibili).
- robustezza: l'impatto dell'errore deve essere inversamente proporzionale alla probabilità d'errore.
L'usabilità si determina rispondendo a domande quali:
- che cosa vuole o deve ottenere l'utente?
- qual è il retroterra culturale e tecnico dell'utente?
- qual è il contesto in cui opera l'utente?
- che cosa deve essere demandato alla macchina e che cosa invece va lasciato all'utente?
All'inizio di ogni progetto impegnativo, si dovrebbero ottenere risposte per le domande precedenti attraverso un'analisi dell'utente e delle sue esigenze.
Sono almeno tre le modalità per trovare le suddette risposte:
- analisi delle esigenze incentrate sull'utente
- costruzione dei profili utente
- verifiche di usabilità.
Meditiamo, gente.
Meditiamo
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Galatea
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